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Gli effetti psicologici del COVID-19 sulle persone

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Gli effetti psicologici e psicosociali legati all’emergenza COVID-19 sono molteplici e complessi. Ci troviamo e ormai da un anno, in una situazione inaspettata che ha determinato una valanga di emozioni: il coronavirus ha fatto irruzione nella nostra vita prepotentemente e l’epidemia si è diffusa in modo molto rapido, a volte drammatico, in qualche modo inevitabilmente traumatico. 

Nel ciclo di vita delle persone vi è un’interessante incidenza di eventi traumatici. Gli individui sono diversi nella capacità di far fronte alle esperienze traumatiche. Ciò che può risultare traumatico per un individuo, potrebbe non esserlo per un altro (Freud, 1982). Negli ultimi trent’anni la comunità scientifica si è trovata d’accordo nel considerare che specifici eventi traumatici possano risultare essenziali nello sviluppo successivo di disturbi psicopatologici significativi e duraturi (Briere, 1997) ed oltre la natura e le caratteristiche oggettive dell’evento stressante o traumatico, la soggettività individuale ha iniziato a rivestire un ruolo fondamentale nello studio dello sviluppo di disturbi post traumatici. 

Quando un trauma impatta sulla vita delle persone, le conseguenze possono essere fisiche, cognitive e psicologiche. 

I ricordi traumatici rimangono impressi nel corpo e nella mente, portando nel tempo all’innesco di un corteo sintomatologico spesse volte vissuto come difficile da gestire dall’individuo, quindi potenzialmente invalidante.

Facciamo una premessa: abbiamo – tendenzialmente – dei normali meccanismi di difesa che sono deputati a mantenere l’equilibrio, l’omeostasi, e sostenere l’adattamento nell’ambiente. Quindi ogni variazione dell’ambiente ed ogni stress dal più banale al più complesso, richiede un cambiamento nell’organismo stesso, per ristabilire l’equilibrio. Questi meccanismi sono una risposta fisiologica, inconscia, automatica ed istintiva. 

Parliamo di stress riferendoci ad ogni esperienza che richiede un cambiamento dei normali meccanismi di difesa. Invece quando un’esperienza sconvolge i normali meccanismi di difesa, possiamo parlare di trauma

Del concetto “trauma” parleremo più approfonditamente nel prossimo articolo. 

Quali gli effetti psicologici degli eventi traumatici? 

La modalità con cui il complesso insieme di strategie psicologiche difensive, messe a disposizione dalla natura per fronteggiare eventi ed esperienze interpretati come minacciosi per la propria sopravvivenza o per quella dei propri cari, può, in assenza di elaborazione/integrazione e fattori di protezione, generare il nucleo patologico dei Disturbo legati allo Stress.

Il primo passo verso la guarigione risiede, innanzitutto, nel riconoscimento dei sintomi e nella comprensione di come essi siano il risultato di reazioni automatiche difensive che in una prima fase sono adattive ed utili, poi no. 

Focalizziamoci, ora, sull’attuale situazione pandemica

Il Covid – 19 è un evento ad alto impatto stressante.

Da ormai un anno la popolazione si sente impotente, è presente un senso di preoccupazione, ansia ed angoscia. Tutto è sottoposto ad uno stress psicofisico ed emotivo estremamente rilevante: pervaso da senso di incertezza, tensione e paura. 

Possiamo assimilare il COVID-19 ad un “disastro” perché in entrambi i casi si tratta di “Eventi improvvisi, imprevedibili, incontrollabili che “rappresentano una minaccia per la vita stessa, possono danneggiare o distruggere intere comunità e spesso avere conseguenze psicologiche, più o meno gravi per i sopravvissuti” (Canterbury et al., 2000). 

Ci si è trovati dinanzi ad un’incapacità ad ammettere che la vita fosse cambiata, soprattutto all’inizio, ora, con un forte desiderio di normalità, sentimenti di sfiducia, tristezza e nervosismo sono piuttosto diffusi. L’ansia collettiva è alta, le tensioni anche. 

Ed il fattore emotivo? 

Le emozioni in gioco sono diverse: lo stress legato al virus (fattori mediatici, economici, professionali, familiari e culturali), irritabilità, pensieri sul futuro che appare incerto, diffidenza, assenza di controllo, bisogno di rassicurazione, in certi casi, disperazione. 

Siamo in un perenne stato di paura. Un grande attacco di panico collettivo che si manifesta con sensazioni di chiusura, asfissia, paura di morire e perdere il controllo, sbandamento, instabilità. Vivere in uno stato di paura prolungato produce una situazione di forte stress per la psiche. 

Di base esiste una forma di angoscia, che viene dal profondo, che porta ad evitare il pensiero della malattia, dello star male, della morte. 

Il COVID ci impedisce di evitare questo pensiero, siamo in un certo senso costretti a pensare alla morte: la nostra, quella dei nostri cari e non solo. Siamo a contatto con la morte, sia fisicamente sia simbolicamente. 

Temiamo il contatto con gli altri: abbiamo paura di toccare chi è vicino a noi e questo si ripercuote anche in un limitato contagio emotivo tra persone. Stiamo mettendo le distanze con il mondo. 

Il COVID ha imposto un radicale cambio di abitudini: prime tra tutte la distanza. Praticare il distanziamento ha i suoi rischi.
Gli esseri umani sono animali sociali. cablati per stare in connessione.
L’isolamento e la solitudine possono esacerbare malesseri e persino influire sulla salute psico -fisica. Ecco perché è importante rimanere in contatto il meglio possibile e cercare supporto quando ne abbiamo bisogno, anche se riduciamo la socializzazione di persona.
I timori del contatto sociale che stiamo acquisendo adesso, in cui chiunque si avvicini a meno di pochi metri di distanza è un potenziale nemico, rimarranno forse nel tempo. 

“Non bastano le passeggiate a risolverlo”, per Costanza Jesurum, “perché quello che manca alle persone sofferenti, più ancora che lo spazio aperto, è lo scambio con altri esseri umani.” 

Terminato tutto questo, saremo in grado di riavvicinarci all’altro? Il contatto tra corpi è comunicazione di emozioni: il ritorno all’abbraccio ad esempio, in tutto il suo valore subsimbolico, sarà più complesso del previsto? 

Dopo molto tempo di distanziamento fisico come saranno le relazioni interpersonali? 

Violante Veronesi

3383667736

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