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IMPARIAMO A NUTRIRE IL NOSTRO CORPO

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L’alimentazione può essere qualcosa di piacevole, così come qualcosa di effettivamente molto spiacevole. E’ un tema oltremodo complesso che si muove lungo un continuum tra normalità e patologia, al cui estremo si situano le esistenze anoressiche, bulimiche, iperfagiche e così via, adattamenti “creativi” al mondo, che implicano per le persone coinvolte, grandi sofferenze.

Mangiare bene è un modo per incorporare la consapevolezza in una delle fondamentali attività della nostra esistenza. E’ un modo per nutrire il nostro corpo e la nostra mente, ma non è semplice.

Nelle nostre vite, estremamente indaffarate, non ci rimane molto tempo per noi stessi. Nemmeno il tempo per pensare a come nutrire il nostro corpo in modo corretto, per mantenerlo sano da un punto di vista psicofisico. Non c’è neanche la consapevolezza di quanto il cibo possa influire sulla nostra salute e il nostro umore. Ingoiamo tutto quello che ci propongono, hamburger, surgelati da friggere, formaggi grassissimi, merendine ipercaloriche, gelati, superalcolici, caramelle colorate per ogni gusto, perché siamo troppo pigri o annoiati per scegliere un’alimentazione veramente nostra.

Anzi abbiamo mutuato da questa continua pressione l’idea che sia normale nutrirci in questo modo. Crediamo di essere noi a scegliere, e invece tante delle nostre scelte sono inconsapevoli e automatiche, frutto dei condizionamenti appresi dalla nostra cultura.

Allora che fare? Bisogna diventare di nuovo critici, riguadagnare il controllo di noi stessi e cominciare a mangiare con consapevolezza. Questo significa mangiare o bere essendo consapevoli di ogni morso e di ogni sorso, consentendo a noi stessi di apprezzare pienamente il profondo vissuto sensoriale del mangiare e di porre maggiore attenzione a quello che ci mettiamo nel piatto. Mangiare consapevolmente significa trasformare un momento spesso affrettato e superficiale in una esperienza ‘spirituale’. Non solo. Imparando a mangiare con consapevolezza tutto il cibo ci sembrerà mille volte più buono e gustoso. Potrà bastare anche mangiarne molto meno, perché ne saremo appagati molto prima.

Imparare a gestire meglio l’onda emotiva e i pensieri disfunzionali legati all’assunzione del cibo, ascoltare meglio i segnali del proprio corpo e capire la differenza che c’è tra un’attivazione dovuta allo stress, alla fame o alla sazietà, comprendere le proprie emozioni e viverle in modo più funzionale al proprio benessere e creare nuove modalità funzionali di interazione con il cibo.

QUANDO ALIMENTARSI DIVIENE UN DISAGIO

Il disturbo alimentare è un disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo, fino a compromettere la qualità della vita e dei rapporti sociali delle persone che ne soffrono. Accanto all’alterazione del comportamento alimentare vi è un’alterata valutazione del corpo e delle sue forme, con la sensazione di essere inadeguati e quindi socialmente non accettabili. L’eziologia di questi disturbi è SEMPRE multi-fattoriale e comunque complessa.

Le persone con disturbi alimentari possono cambiare e ritornare sulla lunga strada del coraggio. Si può lavorare preventivamente, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, andando a lavorare sulla possibilità che si instauri un disagio relazionale, individuale e sociale; si può riconoscere e curare, in tempo. Laddove non sia possibile prevenire, si può intervenire a posteriori.

È importante intervenire e valutare il vissuto corporeo profondo dei soggetti con disturbi alimentari, perché sembra essere uno dei temi principali o per lo meno tra i più importanti per le persone che soffrono di questi disturbi. Il corpo è l’oggetto di manipolazione e modellamento per queste persone e sembra essere il perno su cui si appoggiano tutte le tematiche di ordine psicofisico, affettivo, e socioculturale, che le persone usano per controllare il peso e la forma fisica.

Lavorando con il corpo, si lavora con gli emisferi del cervello.

 

Nel prossimo articolo analizzeremo i disturbi del comportamento alimentare DCA, secondo la prospettiva della Piscoterapia Corporea.

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